Esiste davvero un modo “giusto” e uno “sbagliato” di respirare?

Con il termine respirazione ci riferiamo ad un insieme di eventi che consentono al corpo di approvvigionarsi di ossigeno. Si sente dire che la respirazione non si impara poiché fin dalla nascita questo gesto è spontaneo.

Ciò è vero in parte. Nel nostro quotidiano il gesto respiratorio non necessita di volontà e, dal momento che l’ossigeno non può essere immagazzinato, dobbiamo respirare continuamente giorno e notte.

Esistono tecniche in cui ci si astiene da qualsiasi indicazione respiratoria perché si ritiene che solo la respirazione spontanea possa accordarsi correttamente con il movimento. Mentre in altre tecniche – ad esempio lo yoga – la respirazione è invece oggetto centrale di insegnamento.

Non c’è un modo giusto e un modo sbagliato di respirare. Tutti lo facciamo in base alla fitta rete di connessioni corporee e le differenze sono pertanto individuali e, se lo scopo della respirazione è quello di ossigenare, il movimento è automatico e non necessita di essere insegnato. Ma andando aldilà del bisogno immediato di ossigeno esiste una grande varietà di movimenti respiratori.

Se consideriamo il gesto respiratorio dal punto di vista motorio esso è ricco e articolato e può essere educato a seconda dello scopo perseguito.

Spesso ci dimentichiamo che ciò che respiriamo è altrettanto importante rispetto a ciò che mangiamo o beviamo. Dal respiro dipendono la qualità del sonno, la circolazione sanguigna, l’ossigenazione del cervello, perfino il sistema immunitario. Saper respirare è un potentissimo strumento di salute e benessere che ci può aiutare a vivere meglio in un’epoca caratterizzata e condizionata dall’ansia e dallo stress.