Esistono varie pubblicazioni scientifiche che evidenziano un rapporto positivo tra attività fisica e prevenzione del tumore del seno. Tra i più recenti citiamo uno studio inglese pubblicato nel 2020 sul British Journal of Cancer. I ricercatori hanno coinvolto 47.456 donne in premenopausa e 126.704 in post-menopausa, con risultati a dir poco notevoli: con l’aiuto dell’esercizio fisico, il rischio di malattia è diminuito del 23% nelle donne in premenopausa e del 17% in quelle in post-menopausa. (Fonte: LILT Milano, Monza e Brianza)

Ovviamente, il movimento non rappresenta la panacea che esclude le probabilità di malattia… Ma questi sono dati importanti, perché rivelano una tendenza positiva, da integrare all’interno di uno stile di vita sano ed equilibrato.

L’effettivo ruolo dell’attività fisica

Tanto per cominciare, il sovrappeso gioca un ruolo determinante tra i fattori di rischio. È ormai noto che gli accumuli di grasso sono correlati a una produzione elevata di estrogeni, ormoni che stimolano la carcinogenesi, cioè lo sviluppo del tumore. In questo senso l’attività fisica ha un ruolo importante perché, se eseguita con costanza, diminuisce la percentuale di massa grassa.

Un altro aspetto riguarda il ruolo dell’insulina: esistono parecchie evidenze sul ruolo che ha questo ormone nell’influenzare la crescita delle cellule oncologiche e il loro comportamento nel tempo; ed è ampiamente dimostrato che proprio grazie ad un movimento regolare è possibile riportare o mantenere in equilibrio l’insulina.

Sappiamo quanto l’attività fisica stimoli il cervello alla produzione di endorfine, sostanze chimiche che migliorano il benessere generale, aiutano a diminuire i livelli di stress e ad avere una migliore qualità di sonno.

Esercizio fisico e prevenzione

In fase di prevenzione primaria, l’attività fisica può ridurre il rischio del 15-20% di sviluppare un tumore alla mammella e i principali motivi sono:

·      Migliora la sensibilità insulinica
·      Mantiene bassi i livelli di insulina e peptide C a digiuno
·      Riduce il grasso viscerale
·      Stimola il sistema immunitario promuovendo la sorveglianza tumorale
·      Riduce lo stress ossidativo e la carcinogenesi

In fase di prevenzione secondaria, l’esercizio fisico svolto regolarmente riduce la mortalità cancro-specifica che è del 50% nel caso del carcinoma della mammella.
Effettuato tra i vari cicli di terapia, aiuta ad attenuare la fatigue (stanchezza e perdita di energia tipiche), la nausea e i diversi sintomi scatenati dalle terapie, diminuendo così i tempi di degenza. Incrementa poi l’efficienza cardiorespiratoria e il trofismo muscolare, agevolando la capacità di svolgere esercizio.

Non ultimo, migliora l’umore, l’autostima e la qualità della vita.

In fase terziaria, la giusta attività fisica riduce il rischio di recidiva con un effetto che appare più marcato nelle donne con carcinomi legati a recettori per estrogeni e progesterone. In particolare, tra gli effetti benefici:

·      Riduce il rischio di linfedema, cardiopatia da radiazioni e osteoporosi
·      Migliora la funzionalità e la risposta del sistema immunitario
·      Agisce positivamente sulla composizione corporea
·      Riequilibra il profilo ormonale e agevola il ritorno ai precedenti livelli di funzionalità

Muoversi fa sempre bene e, in linea di massima, il consiglio è di seguire le regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che indica 150 minuti alla settimana come quantità ideale di attività fisica da svolgere. Le attività tra cui scegliere sono svariate, come camminare a passo svelto, fare nordic walking, ballare, nuotare o andare in bici.

Per ottenere un effetto realmente positivo, il movimento deve essere effettuato con regolarità, tutti i giorni della settimana. E non dovrebbe risultare eccessivamente intenso.
L’esercizio fisico aerobico, svolto almeno 3 volte a settimana – e combinato con esercizi specifici per gli arti – riduce le parestesie, i formicolii e il dolore articolare e muscolare. Associato poi alla perdita di peso, può comportare una diminuzione dei dolori osteo-articolari e ridurre la severità della cardiotossicità indotta, per esempio, dai farmaci e dalla radioterapia.

In ogni fase l’esercizio fisico deve essere adattato e personalizzato; quindi, consigliamo di affidarsi sempre a professionisti certificati con competenze sull’argomento.

 

FONTI:

·      Linee guida AIOM ’’Neoplasie della mammella’’, Edizione 2020

·      FCSM “Masterclass SA1 – Tumore al seno: effetti secondari di terapie e chirurgia e loro gestione in palestra”

·      Cormie p., Trevaskis m., Thornton-benko e., Zopf M., ‘’ Exercise medicine in cancer care’’ , Aust j gen pract, 2020, 49:169-174

·      Friedenreich C.M. et al., “State of the epidemiological evidence on physical activity and cancer prevention”, European Journal of Cancer, 2010, 46:2593-2604

·      Leitzmann M. et al., “European Code against Cancer 4th Edition: Physical activity and cancer”, Cancer Epidemiology, 2015, 39:46-55

·      Mishra S.I. et al., “Exercise interventions on health‐related quality of life for cancer survivors”, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012, Issue 8