Come sottolineato in altri articoli, esiste una specifica evidenza che chi pratica esercizio fisico a carico gravitazionale – esercizio in posizione eretta che impone il carico del peso del corpo – presenta una massa ossea maggiore rispetto a un soggetto sedentario, e che l’aumento di massa ossea è specifico della zona scheletrica utilizzata nel movimento. Inoltre, è stata dimostrata una perdita di massa ossea in caso di riposo a letto e di movimento in assenza di gravità.
Il contenuto minerale osseo diminuisce con l’età e il principale fattore di protezione verso la riduzione della densità ossea è il picco di massa ossea (PMO) individuale, ovvero il contenuto minerale osseo di un soggetto al termine della crescita. L’età in cui si raggiunge il picco di massa ossea è approssimativamente intorno ai 16-18 anni per le femmine e 20-22 anni nei maschi. Nella terza decade si verificano ancora dei minimi incrementi del contenuto minerale osseo (Fonte: my-personaltrainer.it).
Da questo punto in poi il contenuto minerale osseo tende a diminuire a velocità costante, e più velocemente nelle donne dopo la menopausa. In età avanzata, a fronte di una rapida perdita di massa ossea, un livello di PMO individuale più elevato permette di mantenere un contenuto minerale osseo superiore alla soglia di rischio per fratture. I fattori modificabili che principalmente condizionano il PMO sono pertanto l’assunzione di calcio in età evolutiva e il livello di attività fisica praticata.
In generale nelle donne in premenopausa e in menopausa emergono livelli di densità minerale ossea più elevati quanto maggiore è il tempo da loro dedicato alla pratica di attività sportive di tipo ricreativo, come il fitness in generale.
La raccomandazione di praticare attività a carico gravitazionale non ha un limite superiore per quanto riguarda l’età, purché il programma motorio tenga conto delle condizioni generali complessive dell’anziano. Nei programmi motori per gli anziani è importante inserire anche esercizi che migliorino l’equilibrio e la coordinazione allo scopo di prevenire le cadute con tutte le conseguenze del caso.
L’attività motoria dovrebbe essere piacevole, gratificante, con una finalità antidepressiva, ludica, magari accompagnata da sottofondi musicali piacevoli. Il lavoro muscolare deve essere costante e progressivo, senza sforzi eccessivi e possibilmente con un certo ritmo, per assecondare ed allontanare la soglia della fatica.
Valgono dunque per gli anziani le indicazioni per la popolazione generale, con particolare attenzione nei confronti dell’aumentato rischio osteo-articolare, per la frequente presenza di patologie reumo-artrosiche che limitano la mobilità articolare anche in considerazione della rigidità delle grandi articolazioni e dell’accentuata contrazione muscolare “in protezione”.