Molti non lo sanno, ma il golf con oltre 50 milioni di giocatori è forse lo sport più diffuso al mondo. Probabilmente perché, a differenza di molte altre attività, può essere praticato indistintamente da uomini e donne, da bambini, adulti e anziani. Per alcuni si tratta effettivamente di una disciplina sportiva, per altri è un divertimento, per altri ancora un raffinato passatempo per non dire una sorta di piacevole e salutare dipendenza. Per alcuni è addirittura uno stile di vita!

Giocare a golf significa essere capaci di eseguire gesti tecnici di grande precisione che richiedono forza, flessibilità, coordinazione e concentrazione per colpire la palla con l’obiettivo di “metterla in buca”.

La programmazione individuale dell’allenamento dovrebbe esser tale da garantire lo sviluppo armonico di tutte le principali qualità fisiche: dalla resistenza alla forza, dalla velocità d’esecuzione del gesto alla flessibilità. La resistenza non è la qualità fisica prevalente nel gioco del golf, anche se migliorare la capacità di sostenere uno sforzo prolungato risulta importante per costruire la base su cui incrementare le altre qualità. La preparazione dovrebbe prevedere un armonico sviluppo di tutta la muscolatura, anche se un lavoro troppo incentrato su forza e ipertrofia potrebbe risultare controproducente: lo sviluppo di grandi masse muscolari, soprattutto nella “parte alta” del corpo, può andare a discapito dell’efficacia del gesto, della flessibilità e della sensibilità nelle rotazioni.

I muscoli addominali, soprattutto gli obliqui, sono fondamentali per sostenere le torsioni del busto. Per quel che concerne le braccia, il tricipite e la muscolatura dell’avambraccio sono decisivi nell’assicurare solidità e controllo nel colpire la palla. Trapezio, romboidi e deltoidi sono attivi nel gesto di portare il bastone (o mazza) verso l’alto. Per ottenere uno swing efficace, gli arti inferiori dovranno essere mantenuti tonici e gastrocnemio, soleo (muscoli di quello che comunemente viene definito “polpaccio”) quadricipite e muscoli posteriori della coscia vanno dunque tonificati e potenziati. Importanti, non solo nella parte inferiore del corpo, i muscoli intrarotatori ed extrarotatori, indispensabili nella stabilità del colpo e della posizione.

La flessibilità è sicuramente la qualità più importante per un giocatore di golf (fonte: Bagnoli G., “Golf”, ed. Giunti, 2006): la natura asimmetrica del gioco e la ripetitività del gesto rischiano col tempo di usurare tendini, articolazioni e muscolatura. Per questo il mantenimento del tono muscolare e di una buona flessibilità può prevenire eventuali fenomeni di usura. La flessibilità è una qualità che può essere migliorata con un programma costante di allenamento, anche in maniera significativa ed in tempi relativamente brevi. La regolare pratica di esercizi di stretching e di mobilità articolare -oltre a prevenire gli infortuni- può agevolare un incremento della performance, grazie soprattutto a maggiori ampiezza e fluidità del gesto atletico.

Nei giovani, in particolare nei bambini, la preparazione atletica sarà incentrata sul lavoro di base, generale, con un occhio di riguardo per le capacità coordinative, abilità che si sviluppano soprattutto dai 4 agli 11 anni d’età; negli anziani invece ci si concentrerà sulla ricerca di una maggiore flessibilità, proprio per evitare traumi e fastidiose contratture, eventi sempre più frequenti con l’incedere del tempo.

In ogni caso anche un giocatore dilettante dovrebbe dedicare al miglioramento della condizione fisica almeno tre o quattro giorni alla settimana, attraverso l’utilizzo di pesi liberi ed elastici a discapito delle macchine da palestra, spesso troppo vincolanti per le articolazioni, ricordandosi sempre di effettuare un buon riscaldamento prime di iniziare a giocare ed a praticare.