Con l’avanzare dell’età e con l’inattività fisica le alterazioni della forza muscolare, il mancato controllo dell’equilibrio e la difficoltà nell’andatura sono fattori di rischio riconosciuti per le cadute.

Uno dei fattori di rischio più importanti è la riduzione dei riflessi, ossia la riduzione delle risposte automatiche dell’individuo agli stimoli esterni. Con l’invecchiamento i riflessi sono sempre più lenti e i tempi di reazione si allungano. Anche le alterazioni della vista possono aumentare il rischio di caduta.

Le variazioni della massa muscolare e del grasso corporeo possono essere aspetti rilevanti nella genesi delle cadute. Con l’invecchiamento le masse muscolari si riducono, soprattutto a seguito dell’inattività fisica, e a ridursi è soprattutto la muscolatura degli arti inferiori.

La suddetta perdita di forza muscolare nell’anziano, è in parte evitabile dal momento che l’esercizio fisico eseguito in modo costante può tonificare le masse muscolari e contribuire a mantenere la prontezza di riflessi ed un buon controllo dell’equilibrio. Anche gravi carenze di vitamina D possono essere alla base di molti casi di cadute, in quanto la vitamina D agisce migliorando la forza e il tono della muscolatura prossimale degli arti inferiori.

Superati i 70 anni il miglior modo per prevenire cadute, che possono avere un impatto dirompente sulla qualità e l’aspettativa di vita, è svolgere regolarmente attività fisica. È proprio questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Università di Sidney e dell’Università di Oxford dopo aver analizzato 108 studi che avevano coinvolto complessivamente più di 23mila persone in 25 Paesi del mondo.

Dall’analisi dei dati è emerso che l’esercizio fisico riduce il numero delle cadute di circa un quarto. Significa che se su 1000 persone in un anno si registrano 850 cadute tra chi non partecipa ai programmi di allenamento, ce ne potrebbero 195 in meno tra chi si impegna a muoversi secondo la tabella di marcia di un personal trainer esperto, un fisioterapista o un allenatore specializzato nei disturbi della terza età. I ricercatori hanno osservato che l’esercizio riduce anche il numero di persone che incorrono in una o più cadute all’anno di circa il 15%.

Gli esercizi più efficaci sono quelli condotti in posizione eretta perché stimolano e aumentano l’equilibrio e quelli che prevedono l’uso dei pesi liberi, che rinforzano la muscolatura senza sovraccaricare le articolazioni. I muscoli hanno infatti l’importante compito di sostenere lo scheletro e proteggerlo dai fattori ambientali esterni. (Fonte: healthdesk.it)